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Come smaltire l’amianto

Come smaltire l'amianto per rimozione, incapsulamento o confinamento rispettando la normativa italiana. La guida definitiva A.T.E.N.A. Consulting

In via generale, la bonifica dell’amianto può avvenire tramite:

  • Rimozione (la modalità più rischiosa, ma più efficace, perché permette di eliminare materialmente la fonte di rischio).
  • Incapsulamento (con l’uso di prodotti penetranti e ricoprenti).
  • Confinamento (tramite l’installazione di barriere per isolare l’inquinante dall’ambiente).

Vediamo nel dettaglio come e perché è importante smaltire l’amianto per la nostra salute e per la tutela dell’ambiente.

Come primissimo step, partiamo dalla descrizione della norma che sancisce:

Il divieto d’impiego dell’amianto in Italia

Con la legge n. 257 del 12 marzo 1992, l’Italia ha messo al bando l’amianto secondo un programma di dismissione di durata biennale in base al quale, alla data del 28 aprile 1994, era vietata l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione d’amianto e di tutti i prodotti contenenti amianto (art 1).

La legge disciplina il processo di dismissione nel nostro paese, definendo i criteri per il finanziamento delle imprese interessate alla riconversione produttiva e per i benefici previdenziali a favore dei lavoratori occupati alla produzione d’amianto (art 13-14).

La legge è considerata la norma-quadro in tema d’amianto:

  • Istituisce la Commissione nazionale amianto (art.4).
  • Prevede disposizioni specifiche per il controllo delle imprese impegnate nell’attività di lavorazione, manutenzione, bonifica e smaltimento amianto che annualmente devono inviare una relazione tecnica alla regione e all’Usl (art 9) nonché l’emanazione di disciplinari tecnici per gli interventi di bonifica (art 5-6 e 12).
  • Stabilisce (art.10) che ogni Regione approvi un Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di  bonifica dell’amianto secondo la normativa statale di principio (DPR 8/8/1994).
  • Introduce l’obbligo per coloro che operano nello smaltimento e nella rimozione dell’amianto di iscriversi ad una speciale sezione dell’albo delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti (art.12).

Quali sono le situazioni di maggior rischio per il problema dell’amianto negli edifici?

La legge n. 257 dà particolare attenzione al problema dell’amianto negli edifici, individuando come situazioni a maggior rischio quelle nelle quali:

  • L’amianto si trova libero
  • L’amianto è legato in matrice friabile.

Per i proprietari degli immobili è previsto l’obbligo di notificare alle USL la presenza  d’amianto in matrice friabile; le USL hanno il compito di effettuare l’analisi del rivestimento degli edifici e di istituire un registro con la localizzazione degli edifici con presenza d’amianto floccato o in matrice friabile.

Cosa dispone il DPR 8/8/94 in relazione allo smaltimento dell’amianto?

Il DPR 8/8/94 dispone che il censimento degli edifici con presenza di amianto libero (il rilascio di fibre nell’aria è gia in atto) o in matrice friabile è obbligatorio per:

  • Gli edifici pubblici.
  • I locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva.
  • I blocchi di appartamenti.

Il censimento delle singole unità abitative private è dichiarato, dal medesimo DPR, facoltativo.

Gli Enti pubblici hanno inoltre il potere di disporre, quando ritenuto opportuno, la rimozione dei materiali contenenti amianto, con oneri a carico dei proprietari.

Le sanzioni per l’inosservanza degli obblighi e dei divieti introdotti dalla legge sono previsti all’art.15 della legge (tabella riassuntiva paragrafo 9).

In particolare, è stabilito che alla terza irrogazione delle sanzioni previste, il Ministero dell’industria disponga la cessazione dell’attività delle imprese.

Bonifica amianto, normativa

Il D.M. del 06 settembre 1994 classifica le situazioni ai fini della valutazione del rischio derivato dalla presenza di amianto in tre categorie:

  1. Materiali integri non suscettibili di danneggiamento (per le caratteristiche proprie del materiale o del tipo di installazione, di difficile accesso agli occupanti etc.).
  2. Materiali integri suscettibili di danneggiamento (situazione di rischio potenziale poiché, sebbene il materiale si presenti in buone condizioni, è probabile che possa essere danneggiato in futuro, es. esposto a fattori di deterioramento, danneggiabile dagli occupanti).
  3. Materiali danneggiati (es. materiali a vista che si presentino danneggiati per azioni umane o deterioramento, o friabili e collocati in prossimità di sistemi di ventilazione).

Cosa sono l’Indice EPA e l’Indice Versar?

Per arrivare a una decisione sulla necessità e l’urgenza di operazioni di bonifica dell’amianto sono stati elaborati degli algoritmi al fine di ottenere risultati oggettivi e riproducibili:

  • Indice EPA: si applica essenzialmente a materiali contenenti amianto di tipo friabile, impiegati nel rivestimento di superfici.
  • Indice Versar: è espresso, invece, da un algoritmo bidimensionale, nel quale sono valutati separatamente gli indicatori delle condizioni del materiale da quelli relativi all’esposizione degli individui.

I tipi di intervento per evitare il rischio di rilascio di fibre nocive stabiliti dal D.M. 06 settembre 1994

Il già menzionato D.M. del 06 settembre 1994 affronta inoltre il problema della valutazione del tipo di intervento (e della sua urgenza) per evitare  il rischio di rilascio delle fibre nocive per la salute. In particolare, fa corrispondere a ogni categoria di materiale un tipo di intervento specifico:

  • Obbligo di predisporre il programma di controllo e manutenzione (controllo periodico delle condizioni dei materiali, adozione delle misure organizzative con lo scopo di evitare che le attività che si svolgano nell’edifico determinino rilasci di fibre o danneggiamenti).
  • Obbligo di predisporre il programma di controllo e manutenzione (eliminazione delle cause di danneggiamenti con misure tecniche o organizzative).
  • Il Tipo d’intervento dipende dall’estensione del danno:
    • se il danno è limitato, è possibile il restauro, l’eliminazione delle cause e il successivo programma di controllo e manutenzione;
    • se il danno è esteso, è raccomandato l’intervento di bonifica.

Bonifica amianto, procedura

Il Dm 6/9/94 ha inoltre individuato tre tecniche di bonifica dell’amianto in matrice friabile o compatta e che abbiamo già menzionato nell’introduzione del nostro articolo:

  • Incapsulamento.
  • Confinamento.
  • Rimozione.

Analizziamole una per volta:

Che cosa si intende per l’incapsulamento dell’amianto?

L’incapsulamento è una verniciatura con apposite speciali sostanze che, spruzzate nei manufatti, inglobano le fibre non consentendo loro di liberarsi nell’aria.

Che cosa si intende per confinamento dei manufatti con amianto?

Il confinamento è una tecnica che ha l’obiettivo di evitare l’aerodispersione mediante l’incameramento del manufatto all’interno di un nuovo manufatto o con l’installazione di una barriera a tenuta di polvere che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio.

La costruzione del nuovo manufatto deve prevedere l’impossibilità dell’aerodispersione, anche futura, delle fibre di amianto. A tale scopo la legislazione prevede che il manufatto contenente amianto, prima di essere racchiuso entro il nuovo manufatto, deve comunque essere trattato con verniciatura a spruzzo per l’incapsulamento.

La tecnica di confinamento maggiormente usata riguarda le coperture in ETERNIT che vengono spesso rivestite da nuovi manti di coperture in lamiere. Nel primo e secondo caso deve essere prevista, da parte della proprietà dei manufatti, un’analisi periodica al fine di valutare i rischi derivanti dalla presenza dell’amianto.

Cosa si intende per rimozione dei manufatti contenenti amianto?

La rimozione ha la finalità di eliminare il problema dell’amianto in modo definitivo. I materiali con amianto devono essere conferiti in apposite discariche.

L’applicazione di questa tecnica di bonifica è regolata da una moltitudine di questioni che devono essere affrontate con estrema perizia per evitare la liberazione delle fibre aerodispersibili durante la rimozione stessa.

L’impresa che curerà la rimozione deve redigere un piano di lavoro dettagliato che l’ente preposto deve approvare. Successivamente alla rimozione, non è più necessario, da parte della proprietà, proseguire con la valutazione periodica dei rischi.

Il piano di lavoro ex Decreto L.gs 626/94, art. 59 duodecies da parte delle imprese che effettuano la rimozione di materiale contenente amianto da edifici, strutture, apparecchi, impianti e mezzi di trasporto deve essere inviato, in duplice copia, allo SPISAL competente per territorio dove avviene la bonifica, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.

Conclusioni: come affrontare la bonifica dell’amianto senza difficoltà

Bonificare l’amianto, eseguire al meglio il suo smaltimento, sia esso per rimozione, incapsulamento o rimozione è fondamentale dato il suo divieto d’impiego in Italia che, come abbiamo visto, è regolamentato con precisione dalla legge italiana già dal 1992.

In ogni caso, non è sempre facile eseguirlo senza incappare in errori che possono compromettere sia la sicurezza ambientale che l’integrità della propria azienda o del proprio edificio.

Che tu sia un’azienda, una pubblica amministrazione o un privato cittadino, per capire con precisione cosa voglia dire bonificare l’amianto, i costi, la procedura, i rischi, i pericoli, gli obblighi, le sanzioni, le tempistiche da rispettare, la soluzione più efficace è affidarsi a un team di esperti e professionisti come noi di A.T.E.N.A. consulting.

Siamo in grado di aiutarti in ogni fase del processo di dismissione e smaltimento dell’amianto nel totale rispetto della procedura e della normativa.

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