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Che cosa sono le bonifiche ambientali?

Scopri cosa sono le bonifiche ambientali: quali sono le normative da seguire e i processi di bonifiche su un sito contaminato per la tutela ambientale. La guida A.T.E.N.A. Consulting

In questo articolo andremo a fare luce sul tema delle bonifiche e sulla loro importanza per la salvaguardia e tutela dell’ambiente.

Partiremo dalla definizione di bonifica e quindi allegheremo l’inquadratura per approfondire l’oggetto del processo stesso di bonifica: il sito contaminato, addentrandoci, infine, nella descrizione della normativa relativa alle bonifiche ambientali.

Sei pronto[a]? Iniziamo con le definizioni.

Cosa si intende per bonifica ambientale?

La bonifica ambientale può definirsi come l’insieme degli interventi che vengono messi in opera al fine di riparare le matrici ambientali compromesse da alterazioni chimico-fisiche causate dall’attività umana.

Sito contaminato, definizione

Con il termine “sito contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso, è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali quali suolo, sottosuolo e acque sotterranee tale da rappresentare un rischio per la salute umana.

Ok. Abbiamo definito i concetti di bonifica e sito contaminato. Ora, chiediamoci:

Quando un sito si considera contaminato?

Un sito è considerato contaminato quando la concentrazione di una o più sostanze risulti, a seguito di un’esposizione prolungata, superiore a quella che, nella particolare condizione del sito in esame, potrebbe provocare un effetto sulla salute umana considerato non accettabile.

Queste concentrazioni vengono determinate attraverso una procedura di valutazione del rischio che sostanzialmente include l’identificazione delle interrelazioni tra:

  • Sorgente di contaminazione;
  • Vie di migrazione;
  • Recettori presenti sul sito in esame.

Vediamo di approfondire il concetto. Analizziamo e schematizziamo:

La procedura di identificazione di un sito contaminato

Esploriamo insieme le varie fasi che definiscono l’identificazione dei siti contaminati.

1 – Indagine preliminare della contaminazione

Al verificarsi di un potenziale evento di contaminazione, o all’accertamento di una contaminazione storica ancora in grado di compromettere la qualità delle matrici ambientali, il responsabile della contaminazione, dopo aver eseguito i necessari interventi per limitare la possibile dispersione dei contaminanti, esegue un’indagine preliminare allo scopo di verificare se la concentrazione di almeno una delle sostanze potenzialmente rilasciate superi il corrispondente valore di riferimento.

Tale valore è definito concentrazione soglia di contaminazione (CSC, allegato 5 parte quarta, titolo V del d.lgs. 152/06).

2 – La CSC o concentrazione soglia di contaminazione

La CSC per ogni sostanza è in pratica un ‘campanello di allarme’, un valore di attenzione superato il quale si rende necessaria una più approfondita analisi della situazione per comprendere se nel sito in esame quella concentrazione risulti effettivamente pericolosa per la salute di recettori umani presenti.

Quando la concentrazione misurata di almeno una delle sostanze in esame risulta superiore alla corrispondente CSC, il sito diventa potenzialmente contaminato e il responsabile della contaminazione deve avviare una fase di caratterizzazione più approfondita per verificare la sussistenza o meno di un reale rischio sanitario ambientale.

3 – L’analisi di rischio analisi di rischio sito specifica (AdR)

Sulla base dei risultati della caratterizzazione del sito si esegue quindi una procedura per la valutazione del rischio che le sostanze riscontrate esercitano nel sito sui recettori umani considerati.

Tale procedura va sotto il nome di analisi di rischio sito specifica (AdR) e viene eseguita secondo standard internazionalmente riconosciuti e indicati dalla normativa vigente.

4 – La costruzione del modello concettuale del sito contaminato

In questa fase si costruisce il modello concettuale del sito contaminato in cui si definisce la relazione tra sorgente di contaminazione e recettore attraverso i percorsi attivi (quali, per es., il contatto dermico diretto, la ingestione, la inalazione di vapori ecc.).

Queste informazioni sono parametrizzate e inserite in modelli analitici standardizzati che, sulla base di un rischio considerato accettabile e in una condizione di cautela per la salute umana, consentono di calcolare le concentrazioni ammissibili nel sito per le singole sostanze in esame.

5 – Determinazione concentrazioni soglia di rischio (CSR)

Si determinano quindi le concentrazioni soglia di rischio (CSR) definite come i livelli di contaminazione il cui superamento richiede la bonifica o messa in sicurezza del sito.

  • Se le concentrazioni delle diverse sostanze risultano inferiori alle corrispondenti CSR, il sito viene considerato non contaminato;
  • Se si osserva anche un solo superamento, il sito diventa contaminato e devono essere attuate tutte quelle azioni in grado di riportare le concentrazioni delle diverse sostanze al di sotto della corrispondente CSR, che diventa così l’obiettivo della bonifica/messa in sicurezza.

Cos’è la bonifica di un sito contaminato?

Il processo di bonifica dei siti contaminati sostanzialmente comprende tutte quelle azioni che hanno lo scopo di eliminare le sostanze inquinanti presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee, o almeno per ridurne la concentrazione entro i limiti di legge.

Il fine delle bonifiche ambientali è quello di salvaguardare l’ambiente e la salute, restituendo alle aree interessate il loro uso pregresso o una destinazione d’uso differente.

Le differenti tipologie di bonifica ambientale

In generale, gli interventi di bonifica sono suddivisi in due grandi categorie:

  • Interventi in situ che vengono eseguiti senza necessità di ‘movimentare’ la matrice contaminata (cioè escavare il suolo o emungere l’acqua) prima del trattamento vero e proprio;
  • Interventi ex situ eseguiti, invece, dopo che la matrice contaminata è stata rimossa.

Se il trattamento avviene poi all’interno del sito contaminato, l’intervento viene definito on site mentre se esso si effettua in un impianto collocato esternamente al confine di proprietà del sito contaminato l’intervento è definito off site.

I processi utilizzati negli interventi di bonifica ambientale

Una seconda modalità di classificazione delle bonifiche ambientali è relativa al processo che viene utilizzato nell’intervento di bonifica. In questo caso si usa generalmente parlare di: 

  • Processi fisici in cui, usualmente, il contaminante è trasferito dalla matrice contaminata, suolo o acqua di falda, a una fase fluida, gassosa o liquida, che viene veicolata esternamente e trattata in idoneo impianto per la rimozione del contaminante mobilizzato; 
  • Processi chimici in cui il contaminante viene effettivamente convertito in forme ambientalmente accettabili, generalmente attraverso l’aggiunta alla matrice contaminata di reagenti chimici; 
  • Processi termici che sfruttano l’incremento di temperatura per favorire processi di natura fisica (trasferimento in una fase fluida) oppure una trasformazione chimica vera e propria (ossidazione, combustione, pirolisi); 
  • Processi biologici che, solitamente, utilizzano quei microrganismi naturalmente presenti nelle matrici contaminate, i quali possono essere stimolati nelle loro attività metaboliche o cometaboliche mediante la modifica delle condizioni ambientali, per la trasformazione efficace dei contaminanti in forme ambientalmente accettabili (bioremediation).

Bonifica siti contaminati: normativa

La legislazione nazionale italiana in materia di bonifica dei siti contaminati, introdotta con il D.M. 471/99, è stata profondamente modificata dal D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. “Norme in materia ambientale” che, alla Parte Quarta, Titolo V “Bonifica di siti contaminati”:

  • Disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati;
  • Definisce le procedure, i criteri e le modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie per l’eliminazione delle sorgenti dell’inquinamento e comunque per la riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti, in armonia con i principi e le norme comunitari, con particolare riferimento al principio “chi inquina paga”.

Conclusioni: l’importanza delle bonifiche ambientali

Come abbiamo visto, la tutela e il rispetto dell’ambiente passano anche attraverso l’identificazione di siti contaminati e dalla loro conseguente bonifica da agenti contaminanti, da eseguire sempre nel rispetto della normativa nazionale italiana e delle norme europee.

Per realizzare le tue bonifiche in maniera razionale e corretta dal punto di vista tecnico e legale parti dalla consulenza con dei veri esperti del settore.

A.T.E.N.A. Consulting è a tua disposizione per assisterti in ogni fase del processo di bonifica ambientale e nell’implementanzione di servizi di smaltimento e progetti innovativi.

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