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Cos’è e perché è importante l’economia circolare

L’economia circolare è un modello di business che mira a ridurre gli sprechi e massimizzare l’uso delle risorse. Invece di seguire il tradizionale approccio lineare, in cui i prodotti diventano rifiuti dopo l’utilizzo, l’economia circolare promuove la riparazione, il riciclo e il riutilizzo.

Adottando questo approccio, possiamo contribuire a preservare le risorse naturali, ridurre l’inquinamento e creare valore per la nostra azienda.

Vediamo insieme le caratteristiche principali dell’economia circolare, ma, per prima cosa, domandiamoci:

Perché l’economia lineare non è più sostenibile?

Il passaggio dal modello economico lineare a quello circolare è fondamentale per affrontare le diverse sfide ambientali e sociali del nostro tempo.

Il modello lineare – nato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo – ha risposto perfettamente alla necessità di ricostruire l’economia e il benessere delle società occidentali in seguito alla Seconda Guerra Mondiale.

L’estrazione di risorse naturali e la produzione di beni e rifiuti finalizzate alla massimizzazione del profitto hanno caratterizzato l’economia lineare.

Oggi, tuttavia, le conseguenze di queste attività umane, noncuranti dei limiti del sistema ecologico, sono tra le principali cause dell’inquinamento da gas serra e del cambiamento climatico.

Qual è la differenza tra economia lineare e circolare?

Se, come anticipato, nell’economia lineare la produzione di un bene solitamente produrrà un rifiuto o comunque uno scarto che quasi certamente non verrà riutilizzato in alcun modo, nell’economia circolare si cerca di eliminare lo scarto a favore di una maggiore ecosostenibilità del processo produttivo.

In pratica, possiamo prendere come esempio un agricoltore che raccoglie gli ortaggi, li confeziona e li vende. Il consumatore usufruirà del prodotto e poi butterà i materiali usati per il confezionamento e tutti gli avanzi.

In questo caso il produttore non ha pensato a un’economia circolare, ma ha operato seguendo un’economia lineare: la sua economia ha un inizio, la produzione, e una fine: il rifiuto non più riutilizzabile.

L’economia circolare invece si basa su un ciclo continuo che parte dalla produzione, passa al consumo del prodotto, poi al riciclo e al suo riutilizzo consapevole a favore dell’ambiente.

Quali sono le 4 R dell’economia circolare?

Ridurre. Riutilizzare. Riciclare. Recuperare. Vediamole nel dettaglio, una per volta:

  1. Ridurre = utilizzare meno risorse

Consiste nella concreta riduzione dell’origine dei rifiuti attraverso l’adozione di opportune linee comportamentali da seguire.

  1. Riutilizzare = recuperare e riutilizzare prodotti quando questi non sono ancora diventati rifiuti

Il riutilizzo di un bene implica un’azione immediata di ripristino della funzione dell’oggetto per evitare che diventi immondizia. In termini più generali può essere considerato uno stile di vita, un atteggiamento mentale e culturale che prende forma nella vita quotidiana attraverso piccoli gesti di attenzione.

  1. Riciclare = trasformare, attraverso processi industriali, un materiale di scarto in nuova materia prima da immettere nuovamente nel ciclo di produzione

Il riciclo è essenziale per:

  • Ridurre la quantità di rifiuti e risorse persi nelle discariche o inceneriti;
  • Risparmiare energia necessaria per creare nuovi prodotti dalla materia prima;
  • Ridurre le emissioni di gas a effetto serra (inquinamento), causa del cambiamento climatico globale;
  • Aiutare a sostenere l’ambiente per le generazioni future.

Perché il riciclo possa avvenire però è essenziale che il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti sia rigoroso, condiviso ed efficiente. Tutti dobbiamo fare la nostra parte!

  1. Recuperare: recupero di energia

Buona parte dei materiali di scarto non riutilizzabili o riciclabili possono essere inceneriti e trasformati in energia termica o elettrica attraverso impianti di termovalorizzazione, luoghi alternativi alle discariche.

Ora che abbiamo definito in cosa consista e quali siano le caratteristiche e i benefici che può generare un modello di sviluppo economico circolare, approfondiamo una norma grazie alla quale l’Italia si pone all’avanguardia sul tema: la norma UNI/TS 11820.

La Norma UNI/TS 11820, di cosa si tratta?

La norma UNI/TS 11820 rappresenta una tappa importante nel cammino dell’economia circolare.

È uno strumento prezioso che fornisce una guida chiara per la valutazione e la misurazione della circolarità all’interno delle organizzazioni.

Le linee guida e i criteri di valutazione che essa fornisce consentono di identificare:

  • Le opportunità di miglioramento;
  • Le migliori pratiche di sostenibilità per le organizzazioni.

In particolare, il documento definisce come raccogliere le informazioni utili per la misurazione della circolarità e prevede un set di indicatori (71 in totale, tra quantitativi, qualitativi e quanti-qualitativi) utili alle organizzazioni per verificare l’efficacia delle loro strategie.

Gli indicatori si dividono in 7 categorie e comprendono:

  1. Risorse materiche e componenti;
  2. Risorse energetiche e idriche;
  3. Rifiuti ed emissioni;
  4. Logistica;
  5. Prodotto e servizio;
  6. Risorse umane;
  7. Asset, policy e sostenibilità.

La tappa definita dalla norma UNI/TS 11820 nel progresso verso l’adozione di un modello di economia circolare è inoltre significativa nel quadro del progetto “Advanced policy instruments for circular economy”.

Cos’è il progetto Advanced policy instruments for circular economy?

Si tratta di un progetto attivato con OCSE dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, in collaborazione con il Ministero dell’industria e del made in Italy, ENEA e ISPRA, nell’ambito dello strumento di supporto tecnico (TSI) della Commissione Europea, DG Reform.

L’Advanced policy instruments for circular economy è volto a elaborare indicazioni utili al fine di accelerare la transizione verso l’economia circolare in Italia anche tramite una armonizzazione del quadro di monitoraggio.

Oltre agli obiettivi di economia circolare, le azioni previste dal progetto andranno a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare all’obiettivo 12 “Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili” e agli obiettivi della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Conclusioni: il valore e i vantaggi dell’economia circolare

Il valore e i vantaggi dell’economia circolare, come abbiamo visto, sono molteplici sia per la salute umana che per la tutela dell’ambiente

Per questo A.T.E.N.A. Consulting incentiva il superamento del modello economico lineare attraverso la cultura della sostenibilità: il primo passo è proprio l’adozione dei principi dell’economia circolare

Se hai bisogno di uno studio tecnico completo, di una valutatazione dell’impatto ambientale del tuo progetto, di formazione, accesso ad autorizzazioni (es. VIA, AUA, AIA), certificazioni… siamo a tua disposizione.

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