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Cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)? 

Valutazione di Impatto Ambientale, VIA. La guida A.T.E.N.A. Consulting

La Valutazione di Impatto Ambientale è una procedura che ha lo scopo di individuare, descrivere e valutare, in via preventiva alla realizzazione delle opere, gli effetti sull’ambiente, sulla salute e benessere umano di determinati progetti pubblici o privati, nonché di identificare le misure atte a prevenire, eliminare o rendere minimi gli impatti negativi sull’ambiente, prima che questi si verifichino effettivamente.

Cerchiamo insieme di chiarire i suoi fondamenti, la sua relazione con lo sviluppo sostenibile, quali siano o meno le opere soggette, la durata della valutazione, la procedura e la normativa relativa alla VIA.

Partiamo dalle basi:

Quali sono i concetti fondamentali su cui si basa VIA?

I concetti fondamentali alla base della procedura di VIA (già definiti nella Direttiva 85/337/CEE del Consiglio delle Comunità europee del 27 giugno 1985 ) sono:

  • Prevenzione: analisi di tutti i possibili impatti derivati dalla realizzazione dell’opera/progetto al fine non solo di salvaguardare, ma anche di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita;
  • Integrazione: analisi di tutte le componenti ambientali e delle interazioni fra i diversi effetti possibili (effetti cumulativi);
  • Confronto: dialogo e riscontro tra chi progetta e chi autorizza nelle fasi di raccolta, analisi e impiego di dati scientifici e tecnici;
  • Partecipazione: apertura del processo di valutazione all’attivo contributo dei cittadini in un’ottica di maggiore trasparenza (pubblicazione della domanda di autorizzazione e possibilità di consultazione).

Valutazione di impatto ambientale (VIA) e sviluppo sostenibile

La Valutazione di impatto ambientale (VIA) dei progetti, così come la VAS, è concepita per assicurare che l’attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, pertanto comporta l’individuazione, la descrizione e la stima degli impatti diretti e indiretti che un progetto può avere su:

  • Uomo, fauna e flora;
  • Suolo, acqua, aria e clima;
  • Beni materiali e patrimonio culturale.

Viene valutata anche l’interazione tra tali fattori, in modo da poter individuare la soluzione progettuale più idonea al perseguimento degli obiettivi di cui al co. 3 dell’art. 4 del D.lgs.  n. 152/2006.

Quali sono le opere soggette a VIA (e quali non lo sono)?

La Valutazione di impatto ambientale, all’interno della quale si colloca la fase di verifica di assoggettabilità alla VIA stessa come prevede l’art. 19 del D.lgs.  n. 152/2006, riguarda i progetti definiti dall’art. 5 come:

la realizzazione di lavori di costruzione o di altri impianti od opere e di altri interventi sull’ambiente naturale o sul paesaggio, compresi quelli destinati allo sfruttamento delle risorse del suolo.

Quindi, nella nozione di progetto rientrano la costruzione e la modifica degli impianti o delle opere interessate riportate negli Allegati II, III e IV alla Parte II del decreto.

Qualora i progetti risultino destinati esclusivamente alla difesa nazionale è possibile la loro esclusione non solo dalla VIA, ma addirittura “dal campo di applicazione del decreto” e ciò è ammesso se l’applicabilità delle disposizioni del D.lgs. n. 152/2006 può pregiudicare gli scopi della difesa nazionale.

A tal fine l’autorità competente in sede statale, quindi il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) valuta “caso per caso” i progetti interessati e l’esclusione è stabilita tramite un apposito decreto interministeriale a firma del MATTM e del Ministero della Difesa (co. 10 dell’art. 6 del D.lgs. n. 152/2006).
 
Tuttavia, la priorità della difesa non rappresenta l’unica possibilità di esclusione. Infatti, il co. 11 dell’art. 6 prevede l’esclusione, anche in questo caso non solo dalla VIA, ma da tutto il D.lgs.  n.152/2006, per gli interventi disposti in via d’urgenza ai sensi dei co. 2 e 5 dell’art. 5 della L. n. 225/1992 (“Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile”), per i quali non risulti possibile svolgere la VIA stessa in quanto finalizzati a:

salvaguardare l’incolumità delle persone e di mettere in sicurezza gli immobili da un pericolo imminente o a seguito di calamità.

Lo stesso co. 11 stabilisce le condizioni che devono essere soddisfatte affinché gli interventi disposti in via d’urgenza possano essere esclusi dalla VIA.

Sostanzialmente, l’autorità competente deve:

  • Esaminare se è comunque possibile una forma valutativa alternativa alla VIA;
  • Mettere a disposizione del pubblico l’esito delle valutazioni ambientali eventualmente compiute nonché la motivata decisione di esclusione e informare la Commissione Europea circa le motivazioni di esclusioni e le valutazioni compiute prima del rilascio delle necessarie autorizzazioni.

Relativamente ai progetti soggetti alla Valutazione di impatto ambientale, dal punto di vista operativo è opportuno tenere distinte la verifica di assoggettabilità alla VIA dalla VIA vera e propria, in quanto nel Titolo III della Parte II del D.lgs. n. 152/2006 si rinvengono procedure specifiche per ciascuna di esse.

Quanto dura la procedura di VIA?

La delibera di valutazione di impatto ambientale resta valida per cinque anni; infatti, i progetti a essa sottoposti devono essere realizzati entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento di valutazione dell’impatto ambientale.

Valutazione Impatto Ambientale: normativa

La Parte seconda D.lgs. 52/2006 definisce: procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC). Titolo III.

Di seguito, gli allegati alla Parte II che riguardano la VIA e che illustrano quali sono le opere da sottoporre a VIA o i criteri/contenuti dello studio di impatto ambientale:

  • Allegato I bis – Opere, impianti e infrastrutture necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNIEC (ex art. 35 del decreto-legge n. 77 del 2021);
  • Allegato II- Progetti di competenza statale;
  • Allegato II bis – Progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità di competenza statale;
  • Allegato III – Progetti di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • Allegato IV- Progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • Allegato IV-bis – Contenuti dello Studio Preliminare Ambientale di cui all’articolo 19 (allegato introdotto dall’art. 22 del d.lgs. n. 104 del 2017);
  • Allegato V – Criteri per la Verifica di assoggettabilità di cui all’articolo 19 (allegato così sostituito dall’art. 22 del d.lgs. n. 104 del 2017);
  • Allegato VII – Contenuti dello Studio di impatto ambientale di cui all’articolo 22 (allegato così sostituito dall’art. 22 del d.lgs. n. 104 del 2017).

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